Villa Pininfarina
editSul versante meridionale della Collina di Moncalieri, immersa nei boschi collinari e affacciata sulla pianura chierese, si colloca la settecentesca Villa Pininfarina. Inserita in un contesto tutelato dal vincolo paesaggistico, la residenza è al centro di un progetto di restauro conservativo che intreccia memoria storica e nuove forme dell’abitare, in un dialogo misurato tra permanenza e trasformazione.


Il complesso, modellato da stratificazioni successive, si sviluppa su due livelli fuori terra secondo una planimetria articolata in due maniche ortogonali, coperte da falde lignee. Questa articolazione diventa materia progettuale: l’intervento ricompone l’assetto complessivo attraverso l’unione delle unità immobiliari esistenti e la rifunzionalizzazione di spazi un tempo destinati a deposito, secondo una logica di riuso e rigenerazione dell’edificato storico.



Restauro conservativo, ristrutturazione edilizia, miglioramento sismico e riqualificazione energetica confluiscono in un disegno unitario e coerente, capace di restituire nel progetto la ricchezza della complessità specifica del sito. L’organizzazione interna viene ripensata per accogliere nuove esigenze funzionali, tra cui un’unità destinata ad attività agrituristiche e didattiche, in relazione con l’adiacente azienda agricola.



Il ridisegno dei prospetti ristabilisce un equilibrio calibrato tra pieni e vuoti: nuove aperture si inseriscono con misura, mentre quelle incongrue vengono ricucite nel rispetto delle partiture originarie. La trasformazione dell’antico fienile e la rimozione di un manufatto accessorio privo di valore architettonico consentono l’inserimento di una serra domestica, concepita come soglia delicata tra interno ed esterno.



Gli interventi strutturali migliorano il comportamento sismico dell’edificio attraverso operazioni puntuali e rispettose del sistema costruttivo originario. La riqualificazione energetica accompagna l’intero progetto con l’isolamento dell’involucro, nuovi serramenti in legno ad alte prestazioni e l’integrazione discreta di fonti rinnovabili attraverso l’inserimento di un sistema geotermico.


Il progetto restituisce così una nuova unità architettonica e funzionale, in cui la memoria costruita dialoga con l’innovazione tecnica, dando forma a un equilibrio consapevole e calibrato sull’abitare contemporaneo.
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