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Antica baita quattrocentesca • WAU Architetti

WAU Architetti

Antica baita quattrocentesca

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Affacciata sulla Val Troncea, all’interno del nucleo storico rurale di Villardamond, piccola borgata alpina arroccata su un versante assolato delle Alpi Cozie, un’antica baita quattrocentesca in pietra è al centro di un intervento di risanamento e restauro conservativo che assume la sostanza del tempo come principale materia di progetto.

L’architettura esistente viene lavorata nella sua integrità tipologica e costruttiva, evitando ogni forzatura trasformativa. Il progetto si fonda su una radicale conservazione delle strutture originarie — murature, solai lignei e volte in pietra — restituendo ai volumi di primo impianto una nuova abitabilità, calibrata sulle esigenze di una famiglia contemporanea. Più che intervenire, l’operazione consiste nel rivelare e nel rendere nuovamente leggibili le qualità spaziali sedimentate nel corso dei secoli, stabilendo un riverbero materico tra passato e presente.

In questo processo di sottrazione ragionata e cura dell’esistente, le preesistenze storiche di maggior rilievo emergono come fulcri dell’esperienza architettonica. Tra esse, l’antica colonna lapidea monolitica, che sostiene integralmente le volte in pietra del piano inferiore, assume un ruolo centrale, così come l’insieme dei solai in legno e pietra, riportati alla luce e valorizzati nella loro ruvida matericità. I necessari interventi di consolidamento strutturale sono ridotti all’essenziale e dichiaratamente contemporanei, pensati come innesti misurati che dialogano con l’edificio senza mimetismi. Le spesse murature in pietra divengono oggetto di un’azione esclusivamente conservativa: eliminate le superfetazioni incongrue, il progetto si concentra sul ristabilire la coesione delle superfici e sull’arrestare i fenomeni di degrado, sia verso l’interno sia verso l’esterno, rifiutando qualsiasi ipotesi di ripristino invasivo o ricostruzione interpretativa.

La relazione con il paesaggio alpino viene ulteriormente rafforzata attraverso un’attenta ridefinizione delle quote del terreno in prossimità dei muri perimetrali: questa mossa progettuale consente di migliorare l’abitabilità degli spazi e di generare un giardino a terrazza, a tutti gli effetti luogo di soglia tra l’architettura e il luminoso versante su cui la baita si innesta.

Pur muovendosi entro i confini rigorosi della conservazione, il progetto integra soluzioni capaci di garantire elevati livelli di efficientamento energetico. L’impiego di materiali ecocompatibili, selezionati e integrati con attenzione, assicura la tutela della struttura storica tanto sotto il profilo costruttivo quanto quello impiantistico. Ne risulta dunque un intervento che rinnova e reinterpreta le possibilità dell’abitare alpino, trovando nella sostanza dello scorrere del tempo un equilibrio silenzioso tra permanenza, trasformazione e paesaggio.

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